“Ma misi me per l’alto mare aperto”

(Inf. XXVI, 100)

EDIZIONE SPECIALE

VERSO “FOTOGRAFARE LA COMMEDIA” 2020

La condizione in cui ci troviamo in queste settimane non è dissimile da quell’esilio che tenne Dante lontano e isolato dalla sua patria per 17 anni e fino alla morte: anche noi ci sentiamo oggi “in esilio”, isolati e privati del nostro quotidiano.

Eppure, proprio durante l’esilio, Dante scrisse la Commedia.

In occasione del “Dantedì” del 25 marzo 2020, che apre l’anno di celebrazioni del VII centenario della morte di Dante Alighieri, vogliamo lanciarvi la nostra sfida, in attesa di poter annunciare la V edizione del Premio “Fotografare la Commedia”:

Immedesimiamoci con Dante, e usiamo l’attività creativa – la fotografia e il paragone con la potenza immaginifica della Commedia – per rappresentare, descrivere o indagare il nostro esilio.

Sembra un paradosso, ma il nostro è un invito a cogliere quella spinta ad esplorare l’ignoto che anima l’Ulisse del XXVI dell’Inferno: “Ma misi me per l’alto mare aperto”.

Una sfida affascinante e aperta a tutti: vivere la dimensione più alta dell’umano anche dentro una condizione di segregazione, alla ricerca di visioni e significati inaspettati del nostro quotidiano isolamento.

 

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