Il premio

L’idea del premio

 

«Fotografare la Commedia» è nato tra un’ora di scuola e l’altra, nella routine quotidiana delle lezioni e nel rapporto con alcuni studenti di una mia classe, la I Classico dell’anno 2014-2015.

 

Alcune prospettive di lettura suggeritemi da un vecchio saggio di Gianfranco Contini (Un’interpretazione di Dante, 1965) e il mio tentativo di comunicare il nesso profondo tra conoscenza e creatività hanno incontrato l’interesse diffuso e crescente degli studenti durante le lezioni sulla Commedia di Dante e la passione di alcuni di loro per la fotografia. Ho provato così a proporre, quasi per gioco, l’idea di “illustrare” la Commedia non, come viene fatto da secoli, con disegni o dipinti, ma attraverso delle fotografie. L’idea ha preso piede e alcuni ragazzi  – Ilaria, Carla, Giovanni, Martina, Emanuela – hanno chiesto voluto metterla in pratica. Così ho chiesto aiuto al mio collega Martino Astolfi, che insegna nella stessa classe Storia dell’Arte, per capire insieme a lui e ai nostri studenti quale forma potesse prendere la cosa.

 

Negli ultimi mesi dell’anno scolastico 2014-2015 ci siamo trovati più volte per parlarne insieme: vedendo che l’interesse rimaneva vivo nel tempo e ricevendo incoraggiamenti anche da altri colleghi, abbiamo iniziato a formulare il progetto di un premio fotografico per l’anno successivo. All’inizio dell’anno 2015-2016 abbiamo coinvolto Alberto Maffeo, che insegna Discipline grafiche e pittoriche all’Artistico e nelle sue ore tiene anche un corso di storia della fotografia, e con lui alcuni studenti dell’Artistico.

 

La Fondazione ha subito sostenuto l’iniziativa, trovandola in linea con la spinta all’innovazione della didattica che la nostra scuola sta perseguendo da alcuni anni. L’idea è cresciuta, si è allargata ad altri studenti e colleghi e nel 2016 abbiamo realizzato l’edizione beta di «Fotografare la Commedia», per mettere alla prova il progetto. Ecco cosa abbiamo scoperto:

  • portare avanti un’idea nata durante le normali ore di lezione e cresciuta attraverso una libera e seria collaborazione di professori e studenti ha un profondo valore educativo e responsabilizzante;
  • il premio fotografico ha avuto positive ricadute sulla didattica: gli studenti sono stimolati a leggere con occhi più attenti i versi della Commedia e a utilizzare più consapevolmente le tecniche fotografiche, al servizio di una esigenza espressiva sia personale e di alto spessore culturale;
  • come di ossigeno la scuola ha oggi bisogno di uscire da sé e aprirsi ad altri mondi: il coinvolgimento dei giurati, docenti universitari e professionisti della fotografia, ma anche l’incontro con studenti e professori di altre scuole ha rappresentato un punto di ricchezza irrinunciabile.

 

Per questo abbiamo deciso di rilanciare «Fotografare la Commedia», aprendolo a chiunque frequenta la scuola superiore: ci auguriamo che possa essere un aiuto in più, che si aggiunge ai tradizionali strumenti del mestiere, per ottenere quello che tutti, studenti e professori, desiderano entrando in classe ogni mattina: conoscere se stessi e conoscere il mondo.

 

Simone Invernizzi e il team di «Fotografare la Commedia»